Alcuni anni prima ero stato un attento lettore di Giuseppe Marotta. Mi piaceva il suo modo di raccontare Napoli.
Decisi d'imitarlo.
Scrissi Così parlò Bellavista e inviai il manoscritto a vari editori senza avere, però,
alcun riscontro positivo. Poi, nel '77, grazie a Dio, la Mondadori lanciò una nuova collana:
la BUM, la Biblioteca Umoristica Mondadori, e, dal momento che in Italia a umoristi siamo messi maluccio,
riuscii a trovare un buco dove potermi infilare. All'inizio non è che vendetti chissà che (12.000 copie in un anno).
Un ottimo risultato per un debuttante ma non tale da lasciare un posto fisso da un milione al mese.
Continuai allora
a fare l'ingegnere.