I pensieri di Bellavista
Bibliografia
lo Scrittore

In pratica ho vissuto due vite, quella dell'ingegnere e quella dello scrittore, come dire che mi sono reincarnato alla bella età di 47 anni. Ma vediamo più da vicino come sono andate le cose.


Nel '76 ero un dirigente della IBM ITALIA. Come stipendio percepivo la bellezza di un milione al mese, ovvero una retribuzione di tutto rispetto. Nel medesimo tempo, però, non avevo molto da fare. In altre parole ero un dirigente e non avevo niente da dirigere. A quei tempi, infatti, l'IBM sistemava i suoi capi in soprannumero a Roma in un edificio soprannominato "cimitero degli elefanti". Un giorno, poi, presi l'influenza e restai a casa per una settimana. Tornato in ufficio, chiesi alla mia segretaria: "Mi ha cercato qualcuno?". "No" rispose lei e io mi resi conto che al di fuori dell'andare a mensa non avevo altro da fare. Allora mi misi a scrivere.

Alcuni anni prima ero stato un attento lettore di Giuseppe Marotta. Mi piaceva il suo modo di raccontare Napoli. Decisi d'imitarlo. Scrissi Così parlò Bellavista e inviai il manoscritto a vari editori senza avere, però, alcun riscontro positivo. Poi, nel '77, grazie a Dio, la Mondadori lanciò una nuova collana: la BUM, la Biblioteca Umoristica Mondadori, e, dal momento che in Italia a umoristi siamo messi maluccio, riuscii a trovare un buco dove potermi infilare. All'inizio non è che vendetti chissà che (12.000 copie in un anno). Un ottimo risultato per un debuttante ma non tale da lasciare un posto fisso da un milione al mese. Continuai allora a fare l'ingegnere.


COSI PARLO' BELLAVISTA 
romanzo 
1977 
   

 
 
Quand’ecco arrivare il colpo di fortuna: vado a una cena e conosco un signore con i baffi. Si chiamava Maurizio Costanzo. Gli confido i miei dubbi e lui mi dice: “Proprio in questi giorni ho iniziato un programma intitolato ‘Bontà Loro’. Venga in trasmissione e chieda lei stesso agli italiani se deve fare lo scrittore o se è meglio che continui a fare l’ingegnere”. Ebbene, non ci crederete, ma quella fu la svolta: il libro partì alla grande e in poco tempo vendette seicentomila copie. Fui il primo scrittore per il quale Costanzo mostrò la copertina del libro alle telecamere. Insomma, diciamo la verità: se non fosse stata inventata la televisione io oggi sarei un ex ingegnere in pensione che una volta ha scritto un libro. Non bisogna meravigliarsi più di tanto, infatti, se Kafka in tutta la vita ha venduto solo cinquecento copie.




        LUCIANO DE CRESCENZO
  Maurizio Costanzo Show
  1977
 
In seguito ho fatto tante altre cose. L’appetito, si sa, vien mangiando. Ho lavorato come sceneggiatore al fianco di Renzo Arbore nel Papocchio e in FFSS, e come regista in quattro film tratti dai miei libri, e precisamente in Così parlò Bellavista, nel Mistero di Bellavista, in 32 Dicembre e in Croce e delizia. Insomma sono stato fortunato.