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Così s'innamorò Bellavista": poteva essere anche questo, invece di La Distrazione, il titolo del nuovo libro di Luciano De Crescenzo. A ventitré anni di distanza da Così parlò Bellavista, De Crescenzo torna qui al personaggio che lo rese popolare. Un quarto di secolo, o quasi, non passa comunque invano.


Il professor Bellavista ha settant' anni, ed è in pensione come il suo amico Cazzaniga, milanese ormai diventato napoletano. Ma la vivacità del suo spirito e la grazia della sua conversazione non si sono offuscate. Lo dimostra il dopo scuola di filosofia con cui arrotonda il magro reddito di ex insegnante. All'attento e studioso Giacomo, al primitivo ma intuitivo Peppino e alla bellissima Jessica, liceale alla mattina e cubista alla sera presso la discoteca La Gabbia, Bellavista spiega chi sono e cosa dicono

   
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Bentham, Nietzsche, Bergson, Heidegger e Popper; e intanto, curioso di tutto, attraverso i discorsi dei suoi allievi va a scuola di linguaggio della nuova generazione.

Del resto anche noi, che tendiamo l'orecchio, possiamo imparare molto, da quel brusio. Succede sempre così con De Crescenzo. Ma in questo libro profondamente sincero, e a suo modo audace, succede anche altro.

I filosofi greci non si limitavano a istruire i loro allievi, ma avevano anche, con alcuni di loro, rapporti carnali; e il professore Bellavista è fortemente tentato, per quanto riguarda Jessica, di seguirne l'esempio. Diciamo pure, più che tentato; al punto che, complice la sfrontatezza di lei, il rapporto ce l'ha davvero; un rapporto che è una "distrazione" dal cupo pensiero della vita che si avvia alla fine. Si tratta di una sbandata pericolosa, ma Bellavista ne verrà fuori.

Se non è Socrate che ama Alcibiade, non è neanche il professor Rath che si perde per Marlene Dierich nel film L'Angelo Azzurro. E la sua intelligenza, la sua autoironia gli consentonono di salvarsi anche quando - come succedeva persino a Maradona - sbaglia un dribbling.