Bentham, Nietzsche, Bergson, Heidegger e Popper; e intanto, curioso di tutto,
attraverso i discorsi dei suoi allievi va a scuola di linguaggio della nuova generazione.
Del resto anche noi, che tendiamo l'orecchio, possiamo imparare molto,
da quel brusio. Succede sempre così con De Crescenzo. Ma in questo libro
profondamente sincero, e a suo modo audace, succede anche altro.
I filosofi greci non si limitavano a istruire i loro allievi, ma avevano anche, con alcuni di loro,
rapporti carnali; e il professore Bellavista è fortemente tentato, per quanto riguarda Jessica, di seguirne
l'esempio. Diciamo pure, più che tentato; al punto che, complice la sfrontatezza di lei, il rapporto ce
l'ha davvero; un rapporto che è una "distrazione" dal cupo pensiero della vita che si avvia alla fine.
Si tratta di una sbandata pericolosa, ma Bellavista ne verrà fuori.
Se non è Socrate che ama Alcibiade, non è neanche il professor Rath che si perde per Marlene Dierich nel
film L'Angelo Azzurro. E la sua intelligenza, la sua autoironia gli consentonono
di salvarsi anche quando - come succedeva persino a Maradona - sbaglia un dribbling.
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